Andrea De Palma: “Cantine Re Dauno: San Severo si conferma l’isola felice per la spumantizzazione”

Ringraziamo Andrea De Palma per la recensione dei nostri spumanti  pubblicata sul suo sito www.andreadepalma.it.

“L’esempio della nota azienda spumantistica Dauna sta facendo scuola, nonché proseliti, come Francesco Toma, che a dispetto dei suoi 57 anni decide di investire nella spumantistica.
Acquista un bel palazzotto di fine 900 e nel 2003 inizia a giocare con la spumantizzazione comprando uve dalle dolci colline della daunia, di bombino bianco e Pinot nero.
Di solito ci aspettiamo che il palazzinaro o il grande imprenditore di successo con giacca e cravatta si mette a investire chiamando il classico enologo di successo, ecc, ecc, per una storia che già abbiamo visto e tante altre ancora ne vedremo.

 

Ma qui c’è un signore che ha una piccola impresa edile, con le mani ingrossate dal lavoro nei cantieri, decide di giocarsi molto dei risparmi attuali e futuri e inizia a spumantizzare.

Ma sicuramente avrà avuto in sogno Dom Pérignon e l’avrà scambiato per Padre Pio… !!! E gli ha creduto ciecamente. Bha…

Fatto sta che produce circa 10.000 bottiglie di spumanti metodo classico da tre anni, un pas dosé e un brut da bombino bianco, 24 mesi sui lieviti, con remuage e degorgemant a mano, compreso gli altri passaggi, e un Brut Rosé con Pinot Nero, che compra sempre in daunia.

Si avete capito bene, ogni passaggio è manuale, siamo difronte ad un classico piccolo artigiano del vino, dove il dosaggio della liquer de tirage e d’expedition è compito esclusivo della moglie, la granitica signora Radatti Angelina e nessuno può metterci mano.

Sotto al palazzotto, che funge da cantina di lavorazione ci sono il locali di sosta e maturazione dello spumante, con temperatura costante di 12 , puoi te tanti sogni..

 

Vi giuro che mi ha quasi convinto; il pas dosé mi è piaciuto, e premetto che vengono da zero esperienza, la loro formazione sono solo viaggi nella champagne e tanti consigli dell’azienda Daraprí.

L’assaggio l’abbiamo fatto quasi sulla porta di ingresso, ma tutto va bene, e visto che ne ho bevuto di ciofeche fatte da aziende più consolidate, vi assicuro che il risultato della degustazione è incoraggiante.

Il Daunius Pas Dosé, si mostra subito con pera netta e tanto floreale, come il glicine, poi lentamente si impone una nota di finocchietto selvatico ed erbe fresche; al palato si mostra subito con un’acidità succulente e schietta, Il floreale persiste anche in bocca, con finale mentolato e rinfrescante. Non vi nascondo che è il mio preferito, ma sembra che cambieranno la base, speriamo bene… Da 14,00 a 18,00 € in enoteca

 

Non male anche il Brut Daunius sempre con 24 mesi di sosta sui lieviti e degorgemant a mano. Giallo paglierino più carico, fiore giallo, pera matura, la nota vegetale è sempre presente e fresca, con pera netta e pulita. Bocca armonica dovuta alla liquere ben dosata, buono il corpo e la persistenza. Sicuramente il più centranto per un mercato più ampio.Da 14,00 a 18,00 € in enoteca

Anche il Brut rosè da pinot nero in purezza ha la stessa lavorazione dei precedenti; dal colore perfetto, rosa corallo, vivace e brillante; i profumi vertono verso note molto sul floreale, poi piccoli frutti, ciliegia fresca, bella spuma fine e non invadente, in bocca irrompe la freschezza e il floreale, con un frutto rosso succulento, visciola, molto e finale morbido. Un vino da bere a tutto pasto…

In conclusione lo possiamo definire un piccolo artigiano, ma molto determinato. “